Abusivismo e la ricettivita' delle seconde case

Da piu' parti stanno aumentando le proteste del settore alberghiero verso l'abusivismo delle attivita' extra alberghiere e delle seconde case. Due differenti problematiche che se in molti comuni o citta' non arrivano a numeri significativi, in qualche caso assumono un aspetto non del tutto trascurabile.
Dati sistematici sulla monitorizzazione del fenomeno non ne esistono, ma in parecchi contesti si sono verificate irregolarita' sul 60-70% delle strutture ricettive extra alberghiere. Quando si parla di irregolarita' ovviamente si escludono le piccole irregolarita' formali, considerando solo significative violazioni di gestione dell'attivita', le problematiche maggiormente diffuse sono:

1: Ricettivita' superiore a quanto previsto dalla norma (BeB)
2: Ricettivita' superiore a quanto presente al SUAP (BeB e agriturismo)
3: Attivita' difforme alla attivita' presentata al SUAP
4: Palesi abusi edilizi per creare ricettivita'

Casi presumibilmente particolari fanno si' che si sia verificata una ricettivita' reale superiore del 200% rispetto alla ricettivita' ufficialmente dichiarata.
Per quanto riguarda il problema delle seconde case (private) quello che si e' accertato e' una notevole presenza di strutture, con numeri che a volte raggiungono e superano la ricettivita' alberghiera. Ovviamente le case private sono esenti dall'imposta di soggiorno in quanto non ritenute strutture ricettive.
Una riflessione comunque e' doverosa se non altro nei comuni in cui si contano facilmente centinaia e centinatia di immobili gestiti in modo organizzato attraverso agenzie o procuratori, che di fatto gestiscono l'equivalente di un albergo diffuso.



 
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