Un'analisi di Federalberghi sull'imposta di soggiorno

Recentemente Federalberghi ha commissionato a MERCURY srl e ISTA un'analisi sull'applicazione dell'imposta di soggiorno. La pubblicazione analizza in dettaglio il criterio di applicazione dell'imposta di soggiorno in parecchie centinaia di comuni che hanno applicato l'imposta. Ovviamente alcuni dati possono essere variati per effetto delle modifiche di regolamento avvenute di recente.

La relazione naturalmente e' di parte e gia' dall'inizio dell'analisi si puo' cogliere una contraddizione; a pag. 9 si esordisce con:

L'imposta di soggiorno, istituita nel 1910 per le sole stazioni termali, climatiche e balneari, estesa nel 1938 alle altre localitÓ di interesse turistico fu abolita a decorrere dal 1^ gennaio 1989. Uno dei motivi che indussero a sopprimere l'imposta fu l'imminente svolgimento dei campionati mondiali di calcio, che nel 1990 si sarebbero svolti in Italia.
Si affermo' esplicitamente che l'abolizione dell'imposta avrebbe favorito il contenimento del livello dei prezzi degli esercizi ricettivi durante l'evento e che cio' avrebbe determinato, conseguentemente, una maggiore competitivita'.
Si riteneva, dunque, che l'imposta avesse una certa e significativa influenza sul prezzo e che la sua abolizione avrebbe favorito l'incremento dei flussi turistici.


Analizzando i dati di quegli anni che sono i seguenti:

Anno Presenze
1987 183.121
1988 188.371
1989187.301
dati in migliaia, fonte ISTAT


si deduce che l'abolizione dell'imposta di soggiorno non ha avuto come effetto l'aumento delle presenze ma una riduzione da 188.371.000 a 187.301.000.
Volendo rileggere i dati si deduce che ad un trend decisamente crescente delle presenze (anche quando la tassa era applicata) nel 1989 anno di abolizione della tassa le presenze addirittura diminuiscono.


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