La delidera della corte dei conti del 19 gennaio 2013 ed il ruolo di agente contabile

Con la richiesta avanzata dal comune di Venezia, a seguito dell'introduzione dell'imposta di soggiorno, la Corte dei Conti ha dovuto analizzare la posizione dei gestori delle strutture ricettive sotto l'aspetto della responsabilita' contabile specificatamente perche'

l'art. 93 del TUEL individua la responsabilita' patrimoniale in capo all'agente contabile che "abbia maneggio di pubblico denaro o sia incaricato della gestione dei beni degli enti locali, nonche' coloro che ingeriscano negli incarichi attribuiti a detti agenti"; - gli agenti contabili, a denaro ed a materia, di diritto e di fatto, sono pertanto tenuti a rendere il conto della loro gestione nelle forme e nei modi stabiliti dall'art. 233 del TUEL e sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti;

La richiesta e' di fatto ben circostanziata e congrua alla posizione che deve assumere il gestore nel momento in cui incassa del denaro (imposta) per conto del comune.
Su questo aspetto la Corte si e' espressa con le seguenti deduzioni:

Alla luce delle considerazioni esposte, pertanto, il Collegio ritiene che "i gestori delle strutture ricettive, relativamente alla riscossione dell'imposta di soggiorno, possano essere considerati agenti contabili "di fatto", stante che il maneggio e la custodia di denaro o di valori di pertinenza dell'erario pubblico, anche al di fuori di una legittima investitura, implica comunque l'assunzione della qualifica di agente contabile e l'assoggettamento alla relativa disciplina da parte di chi li svolge".

Il primo risvolto della sentenza indubbiamente implica da parte del gestore di rendicontare all'ente il Conto della gestione dell'agente contabile, quello che tecnicamente si chiama Mod. 21. Tale dichiarazione deve riassumere le somme incassate ed i relativi riversamenti periodici, siano essi mensili, bimestrali, trimestrali ecc.
Il secondo aspetto, che forse passa in secondo piano, e' dato dal fatto che con questa sentenza e con la precedente sentenza del TAR del Veneto, il gestore inizialmente configurato come sostituto d'imposta assume ora il ruolo di agente contabile. Cosa cambia? Operativamente forse pochissimo, solo la necessita' di dover compilare il Mod. 21, nella realta' le responsabilita' e di fatto anche le possibili sanzioni derivanti da inadempienze possono essere molto differenti.
Il sostituto d'imposta deve versare l'imposta per conto del cliente. Di fatto tutti i comuni hanno previsto una autodichiarazione per motivare il mancato versamento se il chiente si rifiuta di pagare e sollevare cosi' il gestore dal dover versare l'importo. Questa posizione di sostituto d'imposta prevedeva una sanzione nel caso di inadempienze da parte del gestore, sanzione che si configurava come: minor versato, omessa dichiarazione, tardivo versamento, ecc.. a seconda del caso e dell'infrazione commessa. La posizione di agente contabile di fatto implica invece anche una diversa responsabilita', infatti il mancato versamento dell'imposta di soggiorno da parte di un albergatore presuppone il reato di appropriazione indebita, specificatamente il reato di peculato ovvero:

Nel diritto penale italiano il peculato, e' il reato previsto dall'art. 314 del codice penale, in virtu del quale il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilita' di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria.


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